Arriva BTO 2009!! Save the date

Pubblicato su News from BTO il 27 giugno 2009 da Giancarlo Carniani

BTO - Buy Tourism Online 2009La data è fissata: 16 e 17 novembre 2009, due intere giornate dedicate alla formazione, all’informazione e alla promozione degli strumenti più attuali che la tecnologia ha applicato al marketing del turismo, modificandone radicalmente i paradigmi, le dinamiche e la velocità di risposta del mercato.

BTO – Buy Tourism Online torna a coinvolgere tutti gli operatori del turismo e I fornitori di tecnologia applicata per parlare di strumenti, tecniche, casi eccellenti e testimonianze di chi, grazie alla tecnologia, ha sviluppato il proprio business, lanciato nuovi prodotti, aperto nuovi mercati, cambiato le regole del gioco.

La prima fortunatissima edizione del novembre 2008 ha visto tra le centinaia di partecipanti Manager e Owner di Hotel e altre tipologie di strutture ricettive, operatori della filiera turistico-ricettiva, Blogger e Gestori di Social Network, esperti di Marketing Territoriale e/o a tema, professionisti del web e del web marketing, Tour Operator e Agenzie online, aziende con prodotti e servizi web oriented, studenti, ricercatori, docenti interessati al Travel 2.0.

Il format della manifestazione, basato su conferenze dei maggiori esperti internazionali del settore e soprattutto su un articolato ventaglio di workshop tematici, permette ai partecipanti di rendersi conto dei vantaggi che le nuove tecnologie possono offrire ai loro business e di come l’evoluzione dello scenario di mercato potrà essere influenzato dai nuovi strumenti di marketing.

Tra le testimonianze eccellenti della prima edizione, si leggono i nomi di global players come Google, Expedia, IdeaS, TripAdvisor. Travelclicks e Hilton Hotels, per citarne solo alcuni. La lista completa degli interventi e degli argomenti trattati è consultabile sul sito www.buytourismonline.com, nella sezione Rewind 08, ricca, tra l’altro, della documentazione completa, presentata all’evento.

Gli interventi più apprezzati hanno trattato le possibili evoluzioni dello scenario di mercato, le dinamiche di avvicinamento e scelta del consumatore, gli influenzatori delle decisioni (il brand, il prezzo o il passaparola), il ruolo dei blog e dei social network, le possibili opzioni degli operatori del turismo, per dare una panoramica completa, da tutti i punti di vista, su uno dei settori che più è stato impattato dalla rete e dalla tecnologia.
L’acquisto di prodotti turistici online, infatti, rappresenta il segmento in maggior crescita di tutto il mercato e BTO - Buy Tourism Online intende confermarsi come il punto di riferimento per tutti gli operatori e per i fornitori di consulenza e servizi tecnologici a valore aggiunto.

L’affluenza ai workshop della prima edizione è stata così alta che abbiamo deciso di organizzare un secondo appuntamento integrativo, chiamato BTO Light, che si è svolto presso il Campus Universitario di Novoli nell’aprile scorso, per riproporre alcuni degli incontri formativi che hanno registrato il “tutto esaurito” nell’edizione di novembre e non hanno potuto accogliere tutti coloro che ne hanno fatto richiesta.

Anche i 420 posti a disposizione, a titolo gratuito, dell’edizione Light sono andati esauriti in soli tre giorni, grazie alle prenotazioni online.

Le premesse per la replica di un successo ci sono tutte e BTO – Buy Tourism Online, nata da da un’idea di Regione Toscana e Camera di Commercio, si prepara alla seconda edizione: la location è confermata presso la Stazione Leopolda di Firenze, con una nuova organizzazione degli spazi, per poter accogliere un maggior numero di partecipanti e di workshop.

Attualmente il Comitato Scientifico è al lavoro per stabilire gli ultimi dettagli delle varie sessioni e conferenze e per articolare il calendario dei workshop e delle testimonianze, che verrà aperto il 16 novembre prossimo con il conferimento del premio BTO – Buy Tourism Online Award, attribuito al personaggio che si è maggiormente distinto per le sue attività Travel 2.0.

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Nuovo Socialismo

Pubblicato su Media il 4 giugno 2009 da Giancarlo Carniani

Bill Gates una volta ha deriso pubblicamente i fanatici dell’open source definendoli ‘Una sorta di neo-moderni comunisti
web-20
Ebbene forse possiamo affermare che per certi versi aveva ragione. Il rapido sviluppo del web sociale, la corsa di connettere tutti a tutti può davvero considerarsi una versione rivisitata del socialismo. La possibilità di ‘condividere’ che il web sociale ci sta consegnando, l’enorme quantità di piattaforme gratuite (le applicazioni di Google, Open Office, le foto, i libri, la musica scaricata), la collaborazione di utenti (tipo Wikipedia) ci sta portando a qualcosa di davvero inaspettato. Certo è molto differente da tutto ciò con cui siamo abituati ad abbinare la parola ’socialismo’. Queste le differenze:

- Nel vecchio socialismo l’autorità era centralizzata in un selezionato gruppo dirigente. Nel nuovo il potere è distribuito ad hoc tra tutti i partecipanti.
- Nel vecchio socialismo le risorse erano emanate dagli enti statali. Nel nuovo c’è una ‘nuvola’ di informazioni e risorse completamente libera e messa a disposizione da chiunque.
- Prima il lavoro era ‘forzato’ adesso è formato da milioni di volontari
- I governi una volta controllavano l’informazione adesso c’è il Real Time Twitter (vedi il terremoto in Abruzzo)
- Non si poteva criticare in nessun modo l’operato della classe dirigente. Adesso ci sono appassionate critiche su tutti gli argomenti ed i prodotti
Invece di fabbriche collettive ed operai abbiamo mondi collettivi e desktop che lavorano connessi in libertà.
Invece di dadi, viti e macchine abbiamo applicazioni, sistemi
Invece di ‘politburos’ senza faccia abbiamo orde di ’smanettoni’ senza faccia
Invece di razioni governative abbiamo un mondo di applicazioni libere
Capisco che le parole ’socialismo’ o ‘comunismo’ possano fare ribrezzo a qualcuno dei miei lettori. Ma ’socialismo’ significa ‘collettivo’ e non mi pare che nessuno si scandalizzi alle parole ’social media’ o ’social networks’
Però quando masse di persone che possiedono i mezzi di produzione (i PC), lavorano per un obiettivo comune e condividono i loro prodotti in comune gratuitamente non è poi così irragionevole chiamarlo almeno ’socialista’.
Ma PC sta per Personal Computer o Partito Comunista ?

Liberamente tratto dall’articolo di Kevin Kelly su ‘Wired’ (versione americana)