Trip-polemiche
Ma quanto si parla (chi bene, chi male) di Tripadvisor sul web ? Stephen Kaufer, Fondatore e CEO ne sarà contento.
Io stesso ne ho parlato diverse volte nel precedente blog. Solo oggi ne parla Booking Blog e Hotelmarketing.com.
Gli argomenti sono diversi. Booking Blog fa riferimento ad una Class Action promossa dal sito Turismo & Consigli riguardo alla possibile denuncia per abuso di utilizzo delle recensioni stesse.
Hotelmarketing.com invece rimbalza la notizia del ‘Bollino Rosso’ che Tripadvisor ha iniziato a mettere accanto agli alberghi che vengono intercettati con false recensioni (vedi immagine)
La prima notizia non mi sconvolge più di tanto. Sapete come la penso. Una telecamera accesa 24 su 24 sulle nostre strutture turistiche ci innervosisce e qualche volta ci provoca più di un mal di stomaco. Sono anche certo che ci siano molte recensioni false (io stesso ne faccio vedere spesso una di un albergo concorrente al mio durante i miei corsi di formazione) e di sicuro i sistemi di tracciamento ed individuazione delle recensioni mendaci che Tripadvisor dice di avere spesso falliscono.
Rimango tuttavia dell’idea che le valutazioni sugli alberghi sono corrette e democratiche (la rivincita dei piccoli!).
Il mio esercizio è quello di pensare ad un albergo che non sia il mio, valutarne i servizi da tecnico e poi guardare la classifica. Se io ho la percezione di un buon albergo lo troverò avanti in classifica, se ho la certezza di una cattiva struttura sarà sicuramente in fondo…
Provare per credere.
Non credo che una Class Action sia efficace e penso che lo strumento delle risposte in linea sia generalmente sufficente.
Mi concentrerei piuttosto su altri siti (vero grandi portali ?) che sicuramente hanno la certificazione che il cliente ha soggiornato, ma che non permettono di controbattere.
La seconda notizia la reputo molto più interessante. Da qualche tempo Tripadvisor ha iniziato a pubblicare un bollino rosso accanto alle strutture ritenute ‘inattendibili’, ovvero strutture sulle quali si hanno dubbi che tutte le recensioni siano effettivamente degli utenti.

Ecco come appare il bollino
Il portavoce di Tripadvisor Brooke Ferencsick ha affermato in una conferenza stampa che “23 milioni di recensioni sono autentiche e genuine. La stragrande maggioranza degli albergatori sa benissimo quali sono i rischi per il business se si immettono delle recensioni farudolente su Tripadvisor”
Il portale BeatofHawaii.com rivela però di aver trovato 92 alberghi con il bollino rosso in Giugno solo negli Stati Uniti. Il bollino non mette solo in allerta il consumatore, ma dovrebbe funzionare anche da deterrente per coloro che avessero voglia di mettere recensioni false. Non ci è dato sapere quali algoritmi Tripadvisor usa per i tracciamenti (Ferencsik afferma che aiuterebbero i ‘falsari’).
Recentemente Arthur Frommer (fondatore della famosa guida) afferma che i viaggiatori dovrebbero tornare alle origini e fidarsi dei consigli degli esperti attraverso guide e siti professionali.
Ultimamente è stato lanciato un sito Oyster.com che si propone proprio di tornare al sistema tradizionale. Il sito ha sguinzagliato 150 esperti in giro per Stati Uniti e Caraibi e si propone come metodo alternativo a Tripadvisor.
A proposito….Tripadvisor e Oyster saranno alla BTO.
A presto
Tags: BTO - Buy Tourism Online, Travel 2.0, TripAdvisor











Bel post!
Complimenti da un tuo avido lettore
Mi domando: ma non è che piano piano i grandi cambiamenti ci riportano a sistemi tradizionali più condiviisi? Forse sì forse no, di certo questa nuova ‘democrazia’ ci ha fatto riappropriare della parte emozionale profonda e vissuta. Facciamone tesoro. I bisogni più profondi sono quelli che pochi riescono a soddisfare e la rete ci può certamente aiutare a capirli per offrire nuove linee guida e strumenti giusti.
Ciao Giancarlo, ti faccio una rettifica a proposito della class action contro tripadvisor, che non è stata proposta da sosalbergatori, ma da turismoeconsigli.com, di cui io sono l’autore. Ho personalmente fatto l’accordo con comitas e codacons per tutelare tutti gli albergatori vittime di recensioni false e diffamatorie. Puoi verificare l’informazione anche su bookingblog, che mi sta supportando in questa iniziativa.
Grazie in anticipo per la correzione.
Enrico
Correttp
Gentile Sig. Giancarlo,
oltre al fatto che Tripadvisor lista le proprietà senza chiederne preventivamente il consenso ai titolari o gestori, e tutto ciò in barba al Dlgs 196/2003,
oltre al fatto che chiunque può scrivere una recensione senza che l’editore ( Tripadvisor ed Expedia ) certifichino l’effettivo soggiorno da parte dello scrivente,
oltre al fatto che Tripadvsor, mantiene l’anonimità degli scriventi , consentendo una manipolazione dei dati anche solo immaginali,
oltre al fatto che Tripadvisor sceglie cosa e quando pubblicarlo, gestendo la popolarità di una struttura listata abusivamente o consensientemente,
il problema grosso è nei pericoli che si stanno configurando per la libera concorrenza.
Tripadvisor offre contestualmente alla pubblicazione di recensioni potenzialmente tutte false ( a meno che non si decida a certificarle una ad una, con le prove delle prenotazioni effettivamente andate a buon fine ) la possibilità di controllare la disponibilità della struttura stessa.
Si apre una bella pagina con la lista dei portali di prenotazione che fanno capo ad Expedia in maniera diretta ed indiretta.
Ora, essere presenti su questi portali diventa praticamente “conveniente” altrimenti….cercano la tua struttura, ma la possibilità di prenotare è solo per le strutture che molto “generosamente” vengono offerte in alternativa, addirittura evidenziando la distanza in metri da quella che si stava valutando.
Ora per inserire la struttura su Expedia e siti allegati ci si trova a dover pagare anche oltre il 30% (!!!) del valore della prenotazione andata a buon fine.
Quindi listare tutte le strutture, per poi proporre la prenotazione solo di quelle affiliate, sta configurando un atto di concorrenza sleale!
Chi non accetta le percentuali inique di Expedia, serve solo da specchietto per le allodole.
Si attirano i potenziali ospiti con la chimera di pubblicare informazione vera ( e questo non è possibile per come è stato concepito Tripadvisor ) su tutte le strutture turistiche e poi si vendono solo quelle che accettano questi “furti”.
A supporto di questa tesi è il fatto che provando a richiedere la cancellazione da Tripadvisor, della mia struttura, non ho mai ricevuto nemmeno un riscontro , nonostante non abbia mai firmato ed accettato alcun contratto con Expedia!
Mi auguro che la class action che si sta costruendo porti alla luce questo marciume e questo comportamento anticoncorrenziale che sta danneggiando tutti gli operatori onesti e la libera concorrenza.
Cordialità
Alla Dolce Vita
Anche se il nostro hotel fa parte di expedia, concordo in tutto ciò che è stato scritto in merito a tripadvisor, spero vivamente che, tripadvisor, per qualche legge non rispettata venga oscurato per sempre.
buon lavoro!
ho avuto di fare un super corso interessante del cst con tiziana e come coordinatrice e Carniani come splendido
preparato
aggiornato oratore
ho comprato il libro la mucca viola
in inglese perche’ cerniani legge scrive e pensa in inglese..
e il blog e superiore a tutte le aspettative
rita